Lo svezzamento del puledro: una fasce delicata
22.10.19
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Una delle fasi più delicate nella vita del puledro è la fase dello svezzamento, l’allontanamento dalla madre.
In natura è un processo che avviene spontaneamente, mentre nell’ambito allevatoriale siamo noi che separiamo il puledro dalla madre.
Nella pratica si consiglia di separare il puledro a sei mesi di età anche se vi sono alcune situazioni che possono richiedere uno svezzamento precoce, una delle più comuni è il calo ponderale della madre. In questo caso la fattrice non è in grado di produrre sufficiente energia per portare avanti la lattazione e si preferisce allontanare il puledro prima dei sei mesi di vita; ciò permette alla madre un recupero fisico e al puledro un minore stress. Lo stesso discorso vale per madri che hanno delle patologie in atto e che quindi non riescono a supportare la lattazione per un periodo prolungato.
Lo svezzamento è sicuramente un momento stressante sia per la madre che per il puledro. Il grado di stress può variare a seconda della gestione che ha avuto il puledro fino al momento dello svezzamento. In particolar modo, se già prima dello svezzamento il puledro si trova in un gruppo con altre mamme e puledri della stessa età, la separazione sarà meno traumatica, sia perché il puledro è già abituato a stare con altri elementi del branco e interagire con loro sia perché è possibile svezzare nello stesso momento tutti i puledri di un gruppo, mantenendoli sempre insieme.
Se invece il puledro è cresciuto da solo con la mamma, sicuramente accuserà uno stress maggiore rispetto alla situazione precedente.
La fase di svezzamento coincide spesso con la prima fase di addestramento del puledro. Pazienza è la parola chiave di questa fase, bisogna agire con calma,
rispettando i tempi di apprendimento. Il puledro, che fino a questo momento ha seguito la madre, deve imparare a portare la capezza, ad andare a lunghina,
ad essere gestito sia in box che in paddock e ad essere desensibilizzato sugli arti anteriori e posteriori. E’ buona norma inoltre in questa fase servirsi di un maniscalco che corregga eventuali difetti di appiombo.
La durata di questa fase dipende dalle capacità di apprendimento del puledro. Nella nostra esperienza abbiamo notato che i puledri cresciuti in branco sono più ricettivi rispetto a quelli che sono stati solo con la madre. Si consiglia di maneggiare i puledri già durante i primi mesi di vita, in modo da abituarli al contatto con l’uomo, cercando di conquistare fin da subito la loro fiducia. La fase di addestramento risulterà meno impegnativa sia per noi che per
l’animale.
Sempre per ridurre lo stress, i puledri che sono stati svezzati in tempi ravvicinati possono condividere o il box o il paddock.
Dal punto di vista sanitario, il veterinario effettua al puledro le prime vaccinazioni;
importante la copertura verso l’influenza/tetano a cui possono essere associate altre coperture vaccinali, in particolare il vaccino contro Herpes Virus (Ehv1,4), responsabile di malattie respiratorie e neurologiche. La prima vaccinazione viene effettuata a sei mesi d’età circa, la seconda ad un mese di distanza dalla prima e il terzo booster viene effettuato a sei mesi di distanza dalla seconda vaccinazione. E’ consigliato non vaccinare il puledro prima di questa età perché il suo sistema immunitario non è in grado di produrre anticorpi autonomamente; fino a questo momento utilizza quelli ricevuti dal colostro materno nelle prime ore di vita.
I puledri sono molto recettivi alle infestazioni parassitarie, quindi è opportuno, sotto consiglio del Medico Veterinario, intervenire con un vermifugo a dosaggi adeguati già a tre mesi di vita per poi ripeterlo a sei mesi con un doppio intervento a distanza di due settimane uno dall’altro.
L’alimentazione del puledro è prevalentemente basata sul latte materno, ma con la crescita inizia ad assumere, prima per imitazione poi per maggiori esigenze nutrizionali, il fieno e il mangime a disposizione della madre. Possiamo intervenire integrando, con mangimi specifici che permettono una migliore crescita del puledro. Durante lo svezzamento, si consiglia di utilizzare gli stessi mangimi per ridurre lo stress a livello intestinale ed eventualmente integrare la razione con un nucleo proteico e degli integratori per l’accrescimento osseo e articolare, non eccedendo nei dosaggi per evitare problematiche dell’accrescimento.
La socializzazione con altri puledri o altri cavalli in questo periodo è molto importante, se non si hanno puledri della stessa età con cui creare un branco si consiglia di mettere comunque vicino al puledro una cavalla/o castrone che possa accompagnarlo nella crescita soprattutto
caratteriale e comportamentale.
Una volta che i puledri hanno compiuto l’anno di età, i maschi andrebbero separati dalle femmine poichè queste iniziano i primi calori con il rischio di avere gravidanze in età troppo giovane.
Anche la madre nel post svezzamento necessita di attenzione. La fattrice continua infatti a produrre latte sotto l’azione dell’ormone prolattina. Dobbiamo essere noi ad eliminare il latte in eccesso tramite mungitura manuale e docce di acqua fredda nei giorni appena successivi al distacco del puledro. Questo serve ad evitare fastidi alla cavalla e prevenire eventuali complicanze come ad esempio la mastite (infiammazione/infezione a carico della mammella).
Per concludere, una buona gestione del puledro durante lo svezzamento permette una migliore riuscita di tutte le fasi successive, un buon addestramento evita l’instaurarsi di vizi comportamentali che spesso il cavallo si porterà con sé a vita, una corretta alimentazione
riduce l’insorgenza di patologie dell’accrescimento che possono compromettere ad esempio il futuro sportivo del puledro.
Crec Veterinary Center in collaborazione con TVDM Equestrian
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