IL PARTO E LE PRIME ORE DI VITA
Come
anticipato nel precedente articolo “Gestione della fattrice in gravidanza”, la
durata della gestazione della cavalla può dipendere da diversi fattori che
riportiamo di seguito:
- età
della fattrice;
- periodo
dell’anno in cui si colloca la data presunta del parto;
- cavalla
primipara o pluripara (1° parto o che ha già partorito altre volte nella sua vita);
- patologie a carico della cavalla o patologie che interessano la gestazione stessa (es placentiti),
- alimentazione/status della fattrice;
- fattori
individuali.
Il
parto è sicuramente una fase delicata; è il culmine degli sforzi sostenuti sia
dalla cavalla che dal proprietario ed è quindi opportuno prepararsi in maniera
adeguata per seguire attentamente sia la fase del parto che le prime ore di
vita del puledro, importanti per la diagnosi precoce di alcune patologie che
possono mettere in serio pericolo la vita del nascituro.
SEGNI PREMONITORI DEL PARTO
Il primo modo per prepararsi al parto è monitorare costantemente la fattrice per cogliere i segni premonitori di un parto imminente.
Tra questi citiamo:
- - Un ingrossamento della mammella;
- - Comparsa a livello del capezzolo di secrezioni
cristallizzate simili a “perline”;
- - Rilassamento dei legamenti del bacino con
conseguente perdita di tonicità della groppa;
- - Sintomatologia simil-colica durante il travaglio. La fase del travaglio è soggettiva e può durare da pochi minuti a diverse ore.
Se la fattrice è prossima al parto, fornirle un box in cui poter partorire in tranquillità e ricordare che la maggior parte dei parti avvengono durante le ore notturne. Avvertire il proprio veterinario quando la cavalla è prossima al parto.
IL PARTO
Cosa succede durante il parto?
Con
il presentarsi dei dolori legati al travaglio la fattrice in genere risulta
inappetente e continua a manifestare segni di discomfort (gira in box, raspa, suda etc..) finchè non
avviene la rottura delle acque e un evidente fuoriuscita di liquidi,
fisiologicamente chiari, dalla vulva.
Una
volta che la cavalla ha rotto le acque, non devono passare più di 20 minuti
dalla fuoriuscita del puledro, un allungamento di tale tempo pregiudicherà
infatti la vitalità del nascituro.
Un
puledro in posizione craniale si presenterà con la testa tra i due arti
anteriori di cui uno più arretrato
rispetto all’altro.
Non
è sicuramente questa la sede in cui parlarne ma ricordiamo che durante il parto
possono rendersi manifesti dei mal posizionamenti e in questi casi, senza un
riposizionamento del puledro, la fattrice non riuscirà a completare il parto
mettendo a rischio sia la sua vita che quella del nascituro; chiamare quindi
immediatamente un veterinario se la fattrice non è in grado di completare la
fase espulsiva.
Cosa fare dopo il completamento del parto?
Prendiamo in considerazione prima il puledro e poi la madre.
LE PRIME ORE DI VITA DEL PULEDRO
Una
volta che il parto è stato completato, assicurarsi che il puledro respiri
correttamente; si può eventualmente stimolare la respirazione strofinando
asciugamani sul torace del puledro e liberando le narici dai liquidi placentari.
Per valutare la reattività del puledro, si possono solleticare le sue orecchie
con uno stelo di paglia.
Dopo aver asciugato il puledro, disinfettare bene l’ombelico con del disinfettante diluito e ripetere l’operazione all’occorrenza.
Effettuare anche dei clisteri rettali per facilitare
l’espulsione del meconio e ridurre il rischio di eventuali costipazioni. Come
clisteri possiamo utilizzare quelli commerciali comunemente venduti in farmacia.
Anche questa operazione va ripetuta nel caso in cui il puledro non dovesse espellere facilmente il
meconio (il meconio sono le feci accumulate durante la gravidanza
caratterizzate da un colore marrone scuro e una consistenza più solida delle
successive feci da latte che risultano gialline e morbide). Contattare il
veterinario se il puledro non riesce ad eliminare il meconio con facilità.
Dopo
aver fatto queste prime operazioni lasciare che madre e puledro interagiscano
tra loro.
Il puledro comincerà a fare dei tentativi per alzarsi finchè riuscirà ad assumere una stazione quadrupedale (in caso di difficoltà prolungata lo possiamo aiutare noi) e cercherà la mammella.
A tal proposito è importante ricordare che l’assunzione del colostro dalla madre deve avvenire in un range di tempo abbastanza limitato sia perché con il passare delle ore diminuirà la qualità del colostro sia perché l’intestino del puledro, solo nelle prime ore di vita, ha la capacità di assorbire gli anticorpi colostrali (indispensabili per le difese immunitarie dei primi mesi).
Tutto ciò per sottolineare che se entro 3h il puledro non si è attaccato occorre aiutarlo indirizzandolo verso la mammella o tramite l’uso di biberon/ciotole; attenzione il biberon va dato nella maniera corretta altrimenti si rischia di far andare del latte nei polmoni.
In questo caso consultare il proprio veterinario per decidere come procedere.
Consigliamo di effettuare le analisi del sangue a 24h ore dalla nascita per quantificare gli anticorpi assunti con il colostro e valutare attraverso l’emocromo la presenza di patologie ancora non manifeste clinicamente.
I risultati delle analisi saranno utili per diagnosticare precocemente il procedere di alcune malattie e, la misurazione degli anticorpi, sarà importante per capire se il passaggio dell’immunità materna è avvenuta con successo o se invece, il puledro avrà bisogno di un supplemento tramite la somministrazione di plasma iperimmune.
LA MADRE
Per quanto riguarda la fattrice bisogna invece prestare particolare attenzione all’espulsione della placenta.
Questa deve avvenire entro le 6h dal parto, dopo
di che si parlerà di ritenzione degli invogli fetali, situazione che può
portare all’instaurarsi di infezioni localizzate all’utero con conseguente
setticemia. In questo caso chiamare con urgenza un veterinario che dovrà
procedere alla rimozione di tutta la placenta. Se invece la cavalla ha espulso
la placenta, controllare che essa sia stata espulsa in toto ed eventualmente
conservarla in un secchio in un ambiente chiuso e fresco in modo da poter
essere valutata dal veterinario il giorno successivo.
Per concludere si consiglia, soprattutto se si decide di far partorire la cavalla a casa, di attrezzarsi adeguatamente prima del parto.
Preparare un box dove poter mettere la cavalla quando si avvicina la scadenza della gestazione, procurarsi tutto l’occorrente per quando nascerà il puledro: asciugamani puliti, disinfettante diluito (per poter disinfettare l’ombelico), un clistere (di quelli che si trovano in farmacia) per facilitare l’espulsione del meconio.
Anche se tutto sembra essere andato bene, si consiglia comunque di far visitare il puledro ad un medico veterinario il giorno dopo la nascita, per assicurarsi che tutto sia nella norma ed eventualmente fare della analisi per valutare i parametri ematici e soprattutto l’avvenuto passaggio degli anticorpi dalla madre al puledro.
Leave your comment